Lisboa Minha Cidade

Lisboa Minha Cidade
Mirador de Santa Luzia

sexta-feira, junho 20, 2008

A FOTO


photo: chico esperto. Parque das Nações, Lisboa.

Rinascimento italiano


BARCELLONA - Da Prato a Barcellona, sulla via della seta. Una rotta che segnò la strategia arguta e prolifica di un mercante doc come il pratese Francesco di Marco Datini che fiutò giusto, lasciando la sua città natale in piena peste del 1348, per insediarsi con i suoi commerci nella splendida città spagnola dopo aver fatto tappa ad Avignone, all'epoca centro della corte pontificia scippato a Roma. Fu qui che diventò ricco, trattando non solo tessuti di lusso, spezie, merci d'abbigliamento ma anche oggetti artistici, dalle ceramiche alle armi e tavole a fondo oro, sfoggiando uno spirito imprenditoriale aperto e curioso verso ogni nuova moda che scalpitava in terra di Catalogna. Tant'è che nella Spagna gotica la sua compagnia costruì un impero nel commercio dello zafferano e della seta, della lacca, marocchino e filigrana d'argento. E la sua fortuna si riversò profondamente nell'arte.

Lepanto, visto por Cy Twombly


quinta-feira, junho 12, 2008

Mario Schifano, il Warhol italiano


Ninfette e un gatto come alter ego


U2 pone a la venta uno de los primeros 'basquiat'

terça-feira, junho 03, 2008

Art Basel, la feria de las ferias


UN REY...

Un yacimiento arqueológico bajo el barrio


sábado, maio 31, 2008

A FOTO


photo: chico esperto. Atrás das grades.

Amy Winehouse inaugura el Rock in Rio en Lisboa sin voz y visiblemente ebria


STRA (Venezia) - Una calma piatta avvolge lo specchio d'acqua della possente peschiera centrale incastonata nel parco di Villa Pisani, dimora regale di plateale bellezza che spicca a conclusione dell'incalzante parata di ville palladiane lungo il fiume Brenta, che dalla laguna veneziana si lascia navigare fino a Stra. Una calma solo apparente, che regala l'ebbrezza della vertigine quando compaiono distesi e assorti, galleggianti sul filo dell'acqua, i "Dormienti" di Mimmo Paladino, uomini di terracotta scolpiti in posizioni fetali che rivelano graduali variazioni cromatiche tra di loro, in base al tipo di terra usata e ai materiali a cui è stata mescolata. Creature efebiche, quasi manichini di primordiale estetica, larvati in una sorta di metafisica sacrale, sciamani dai volti-maschera dall'inespressione astratta e sospesa, che sembrano nati dai calchi degli abitanti di Pompei, morti e imbalsamati sotto la colata di magma del Vesuvio.

sexta-feira, maio 30, 2008

L'artista che studiò da Buonarroti


El Prado reúne una muestra magistral de retratos renacentistas

quinta-feira, maio 29, 2008

Progetto di meccanica irrazionale


BASILEA - New York fu una folgorazione. In quell'autunno del 1938, con l'Europa lasciata alle spalle, scricchiolante sull'imminente baratro della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti gli apparivano come una terra di impressionante potenzialità, e la Grande Mela rappresentava, nella sua mente famelica di civiltà industriale, un'opera d'arte architettonica totale, incarnazione urbanistica e intellettuale dello spirito moderno, ritratto ideale di un dinamismo tecnologico scalpitante. Fernand Léger, il maestro francese cresciuto sulla lezione cézanniana e postimpressionista, influenzato dalla violenza cromatica e figurativa dei fauves, per lasciarsi infine sedurre dal cubismo di Picasso, salvo poi trasfigurarlo in uno stile totalmente personale nutrito di soggetti presi in prestito dai congegni meccanici, da figure umane simili ad automi assoggettate o integrate visceralmente nel processo tumultuoso del lavoro industriale, era al suo terzo viaggio in America, seppur breve, preludio del più lungo e corposo esilio oltreoceano dal '40 al '45, per quella sua simpatia plateale per il partito comunista. Una piccola grande parentesi affollata di commissioni illustri, come le pitture murali per l'appartamento del magnate Nelson Rockefeller, come il progetto - respinto - di un "Cinematic Mural" sempre per il portentoso Rockefeller Center di New York, da realizzarsi con il suo architetto Wallace Harrison, un lavoro murale concepito come un film il cui svolgimento risultava sincronizzato con il movimento delle scale mobili dell'edificio della Radio-City.

La China moderna y personal


Javier Salas: el fotógrafo de las estrellas


domingo, maio 25, 2008

Las caras de hace 500 años


Mucho más que objetivos, lo que se necesita para vivir es un semblante”, escribió Elías Canetti. Detrás de cada cara hay un secreto, una historia que desconocemos y que necesitamos urgentemente conocer, cuando la contemplamos a solas en un cuadro. No es fácil explicar esa pulsión que late en algunos retratos, pero en la vida también hay rostros que ejercen sobre nosotros un poderoso influjo cuando nos los cruzamos en una calle o los vemos recortados a contraluz sobre la vidriera de un café. No es algo que tenga que ver con la belleza, sino con el misterio. A veces lo que nos llama la atención de un rostro es un detalle tan insignificante como el lóbulo de una oreja, o un punto blanco diminuto y brillante en las pupilas. La primera vez que contemplé de frente la Gioconda, no pensé en su sonrisa, que es un icono universal, sino en su voz. Me imaginé el tono grave, un tanto extraño en la mujer de un panadero, sorprendentemente bajo, un poco enronquecido, como el de Jean Moreau.

Las aguas del Mar de Galilea esconden el secreto de la 'barca de Jesús'